Primo giorno di scuola… Suona la campanella, si riparte!
Oggi per molte persone (grandi e piccole) è un giorno speciale.
Qualche bambino inizia il primo giorno di scuola dell’infanzia, che voglia di vedere questa scuola di cui tutti parlano, che strano il grembiulino come tutti. E che paura lasciare la mamma e il babbo! Inizia per loro un nuovo percorso, una nuova sfida ed un nuovo sviluppo… E con loro, i loro genitori, a metà tra la commozione per il loro bimbo che cresce, la paura e la gioia per la novità, ed il sollievo. Anche le maestre ed i maestri attendono fiduciosi di conoscere i nuovi bambini che per 3 anni accompagneranno le loro vite, che impareranno a conoscere giorno per giorno. Che compito importante, aiutarli a trovare la loro identità di bambino in questo mondo grande e veloce. Buon primo giorno a tutti voi!
Invece c’è qualcuno che, con un altro tipo di grembiule, si affaccia oggi al mondo della scuola primaria. Un mondo nuovo, una classe diversa. C’è tanto da imparare, tanto da capire, così tanti bambini da conoscere. Qualcuno in 5^ è così alto e così grande! Il cuore un po’ trema, si stringe un po’ la mano della mamma o del babbo, così sereni e sicuri… Mentre intanto la mamma o il babbo ha il cuore che batte più forte del suo! Ecco le maestre e i maestri. Loro, per 5 anni, saranno una figura di riferimento importantissima per i loro scolari, detentori del “vero” e del “giusto” (l’ha detto la maestra!). A loro molti compiti dunque: di creare, di “essere in pari”, di ascoltare, di osservare, di capire, di mediare e non ultimo quello di spronare i processi di autoefficacia e di autostima dei loro alunni. Un bel respiro, e si parte anche qui. Buon primo giorno di scuola e buon anno a tutti voi!
Chi invece è un po’ più grandicello, dopo qualche pianto l’ultimo giorno di scuola in 5 elementare, si prepara ad affrontare un mondo che non fa più così paura dal punto di vista didattico (anche se tutti l’hanno detto: da quest’anno si cambia, i professori sono più duri e severi delle maestre!), ma dal punto di vista emotivo, che scombussolio! Ragazzi nuovi, ancora una volta. Professori nuovi, così tanti rispetto alle 2-3 maestre dell’anno scorso… E poi, quanto sono grandi i ragazzi di questa scuola? I genitori intanto pensano: “Ma davvero il mio bambino è diventato già così grande da andare alla scuola di secondo grado? Quando è successo? E non è che adesso inizia “quella fase”? Chissà se riuscirà a stare in pari con tutto, speriamo che i professori non lo prendano in antipatia!”. Intanto i professori si preparano ad affrontare al fianco dei loro alunni 3 anni di grandissimi cambiamenti cognitivi, emozionali, ormonali e sociali, consapevoli che il loro lavoro sull’apprendimento, sull’autostima e sull’autoefficacia si fa ancora più essenziale per determinare le scelte di vita di questi stessi ragazzi. Un buon inizio di scuola a voi!
L’ultimo primo giorno di scuola al primo anno, di nuovo 5 anni e di nuovo cambiamenti. Stavolta con più bagaglio sulle spalle, sia sociale che di apprendimento. Una scelta che ha portato a un liceo o di un istituto tecnico o professionale. La preoccupazione di un genitore si dice che non finisca mai, e infatti qualche pensiero permane, ma si è fatto meno pervasivo ed insistente che nel passato. In questi anni i ragazzi tra le mura della scuola si confronteranno con alcuni tra i più grandi successi ed insuccessi scolastici, le più grandi conferme sociali e cognitive (e le più grandi delusioni!), i più travolgenti amori, i migliori amici, le più forti antipatie e simpatie per i professori. Impareranno la sfida (efficace o meno efficace) dell’autorità e/o il rispetto di tale autorità. Proveranno a saltare la scuola, si daranno malati, cercheranno scuse più o meno convincenti per convincere “il lato oscuro oltre la cattedra” delle loro ragioni. Saranno studenti modello. Andranno in viaggio di istruzione per qualche giorno, alterneranno scuola e lavoro. I professori non avranno immediatamente quel ruolo avvolto nella fiducia e nella stima così facilmente accordato negli anni passati, si dovranno sudare tale posizione. Sarà un duro lavoro per loro creare un ambiente di apprendimento positivo, orientato alla voglia di imparare. Imparare il programma, imparare ad essere studente responsabile di se stesso, imparare a capire chi si vorrebbe diventare nella vita. Ancora una nuova sfida, dunque, per tutti. Buon primo giorno anche a voi!
Poi ci sono tutti coloro che ricominciano oggi ritrovando i loro compagni, i loro insegnanti, la loro aula, il loro banco. Ritrovando la routine, ritrovando quella fatica di alzarsi ogni mattina e di stare attenti durante l’orario scolastico, mentre i genitori che più si sono occupati di loro sospirano per la ritrovata autonomia. E così gli insegnanti, che cercano di riprendere il discorso da dove lo avevano lasciato qualche mese fa, si preparano ad affrontare tutte le sfide del nuovo anno. A voi, un buon primo giorno e un buon proseguimento del percorso intrapreso!
C’è poi chi, da alunno, insegnante o genitore, inizia sentendosi un po’ stanco e demotivato, non pronto e non ricaricato dalle appena terminate vacanze estive. A voi va il mio pensiero più empatico ed affettuoso, a voi dico:
“Cerca di domandarti chi vuoi essere tu, cosa vuoi fare di buono nella tua vita in questo anno scolastico. Non serve pensare alla classe difficile che ti rovinerà i piani, non serve pensare ai compagni antipatici o all’insegnante cattivo. Fai una lista per rispondere solo a chi vuoi essere tu, domandati quando è che tu ti sei davvero sentito soddisfatto nel tuo ruolo. Che tipo di insegnante vuoi essere e ti fa sentire soddisfatto di te? Che tipo di alunno vuoi essere e ti fa sentire soddisfatto di te? Quali azioni puoi intraprendere per avvicinare te stesso a quella persona, e a chi puoi chiedere aiuto se non vedi da solo queste azioni? Il tuo lavoro (che tu sia studente o insegnante) è un lavoro duro, sia cognitivamente che emozionalmente. Se ti senti così, forse è perché hai perso di vista “il faro personale” che dovrebbe guidarti e stai subendo il momento presente più che viverlo come tuo. Allora forse puoi provare a prendere questo inizio di anno scolastico come un tuo nuovo inizio personale, volto al miglioramento del tuo benessere. Da oggi, inizia a domandarti cosa nel tuo ruolo ti farà stare meglio, ed inizia a creare i percorsi per perseguire tali obiettivi personali! Anche a voi, davvero, buon primo giorno!”





