Nel mio lavoro clinico utilizzo l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), e mi avvalgo di alcune pratiche di mindfulness.
Il concetto di mindfulness è antico, e per questa ragione è possibile ritrovarlo in moltissime tradizioni spirituali (ad esempio nel Buddismo): tuttavia, credo sia possibile definire questa pratica come la capacità di prestare attenzione a quello che ci accade ogni giorno con apertura e curiosità. Attenzione, apertura e curiosità rimandano a:
- Concetto di consapevolezza (quanto davvero tu stai prestando attenzione a quello che succede a te ed intorno a te ogni giorno? Quanto stai vivendo con piena consapevolezza la tua vita?)
- Capacità di essere aperto e curioso verso i propri pensieri ed emozioni, per quanto spiacevoli essi possano essere. Al posto di combatterli od ignorarli, provate dunque semplicemente ad osservarli per quello che sono: parole, immagini e suoni.
- La capacità di focalizzare la propria attenzione su diversi aspetti della propria esperienza, di dirigerla o ampliarla.

L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), è invece un modello di terapia basata sull’evidenza scientifica (Hayes, Barnes-
• La sofferenza psicologica è da considerarsi normale, importante e inevitabile per ogni persona (insomma, ognuno di noi almeno una nella sua vita si è sentito triste, deluso o ferito!).
• Non dobbiamo però identificarci e fonderci con i nostri sentimenti e pensieri dolorosi.
• Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla ulteriormente.
• Possiamo migliorare il nostro benessere vivendo una vita in linea con i nostri valori, ma per fare questo sarà necessario imparare a decentrarci dai nostri pensieri e sentimenti ed agire secondo schemi di comportamento efficaci.
Uno dei messaggi più importanti dell’ACT è:
Accetta ciò che è fuori dal tuo controllo e impegnati in azioni che migliorano la tua vita.
L’ACT aiuta ad ottenere questo in due modi:
- Per prima cosa, ti aiuta a sviluppare le abilità psicologiche per trattare i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti dolorosi più efficacemente in modo che abbiano una minore influenza ed impatto su di te, anche attraverso le pratiche di mindfullness.
- In secondo luogo ti aiuta a definire cos’è veramente importante e significativo per te, quali sono i tuoi valori ed i tuoi obiettivi.
Ecco come si può svolgere un percorso di ACT (molto semplificato!) nello studio dello psicologo:
1) Come prima cosa, vengono definiti gli obiettivi ed i valori. Sembrerà strano, ma spesso le persone arrivano con un generale senso di malessere, non hanno ben chiaro che cosa vorrebbero cambiare della loro vita o cosa vorrebbero raggiungere. Vorrebbero solo star meglio, ma questo purtroppo non è un obiettivo perseguibile. Con lo psicologo è possibile avere un sostegno per analizzare i vari contesti di vita, ordinare i propri pensieri e valori e capire quali sono gli obiettivi da porsi. Questo primo passo è fondamentale, poiché il risultato prefisso è quello di aiutare le persone a vivere perseguendo i propri valori,
2) Si lavora quindi sulle abilità di mindfullness, ed in particolare sulle capacità di defusione ed accettazione. Defusione significa imparare a separarsi dai propri pensieri ed emozioni, lasciarli andare senza che questi pilotino le nostre azioni e riuscire ad osservarli per quello che sono: parole, immagini, suoni…
Per accettazione invece si intende la capacità di consentire ai nostri pensieri ed emozioni di essere così come sono, indipendentemente dal fatto che noi li giudichiamo “buoni o cattivi”, per permettere a noi stessi di avere esperienze private dolorose agendo però secondo i nostri valori ed obiettivi.
3) Il terzo passo è il contatto con il momento presente (consapevolezza). Questo significa vivere nel qui ed ora, pienamente consapevoli di quelli che ci sta succedendo, piuttosto che perderci nei nostri pensieri sul passato o sul futuro. Adesso è l’unico tempo su cui noi abbiamo potere! Essere in contatto con il momento presente ci permette di raccogliere le informazioni necessarie per modificare o mantenere un dato comportamento.
4) In ultimo, l’azione impegnata. Azione impegnata vuol dire intraprendere schemi di comportamento sempre più efficaci, guidati e motivati dai valori e dagli obiettivi che sono stati individuati durante il percorso. E’ necessaria per poter tradurre i propri valori in schemi d’azione e, quindi, tendere ad un maggiore benessere personale. Ci si impegna dunque a perseguire i valori tramite azioni fattibili, ossia tutte quelle azioni che, a lungo termine, ci aiutano a raggiungere una vita più ricca ma soprattutto consapevole.
Per capire quali siano le azioni fattibili che possiamo mettere in atto (e quindi nuove strategie), ed analizzare le strategie passate che non ci hanno aiutato (azioni infattibili), esistono specifiche schede di riflessione da compilare insieme allo psicologo.
Sebbene io abbia presentato i quattro punti come un percorso lineare, in realtà sono tutti interconnessi e si presenteranno durante le sedute in modo tutt’altro che lineare, poiché questi processi sono come delle facce di un unico diamante chiamato Hexaflex:

Ecco, mi sembra di aver chiarito in breve i punti più salienti della teoria (senza alcuna pretesa di completezza e esaustività ovviamente!).
D.ssa Giovannetti Cristina








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