Con la crescita del bambino, la coppia inizia a porsi diverse domande e dubbi sulla sua crescita ed educazione. Uno dei dilemmi più grandi (insieme a quello del cibo!) è quello relativo alla nanna del piccolo.
Quanto deve dormire? Dove deve dormire? Lettone sì o lettone no?
Ecco alcuni consigli e risposte per una corretta educazione al sonno autonomo:
1. Create una routine
Anche se potrà apparirvi noioso, è importante fare sempre le stesse cose prima della nanna, perché questo aiuta tantissimo il bambino a capire che è arrivata l’ora della nanna. Pensate che per il bambino il giorno non è scandito, come per noi adulti, da orari e compiti: il bambino orienta la sua giornata cercando le ciclicità (ad es. mi sveglio, mi lavo il faccino con la mamma, faccio colazione, mi lavo i dentini e mi vesto… quindi andiamo all’asilo!). Per questa ragione è utilissimo inventare una routine: scegliete quella che vi piace di più, includendo per esempio una fiaba, o una canzone, o un carillon. Spiegatela al bambino, se è abbastanza grande da capirvi.
Un esempio può essere: mettersi il pigiamino, farsi le coccole sul divano, lavarsi i dentini, entrare nel lettino. La mamma o il babbo legge una fiaba, poi si spegne la luce e si saluta il bambino. Potete anche scegliere una “frase rituale”, se vi fa piacere.
E se il bimbo si alza perché non vuole dormire? E’ importante che il bambino sia riaccompagnato nel suo lettino, in modo gentile ma fermo, e che gli venga ribadito che adesso la routine prevede che lui chiuda gli occhi e faccia la nanna. Rassicuratelo sul fatto che l’orario della nanna è arrivato, e rivivete insieme la routine appena passata.
E se il bimbo piange perché vuole che io torni in camera? In questo caso, provate a rimanere per qualche minuto con lui, rassicurandolo sul fatto che voi siete proprio nella stanza accanto e raccontandogli di tutto quello che succederà domattina al suo risveglio (di nuovo, usate le routine, sono un potente mezzo di rassicurazione!). Sarebbe meglio che non rimaneste finché il bambino non si addormenta, ma solo quel tempo necessario affinché si calmi. Se la scena dovesse ripetersi, cercate di ripetere sempre lo stesso “copione” e, ogni volta, lasciate la stanza senza aggiungere niente di nuovo. In questo processo è importante che possediate: sicurezza e serenità, disponibilità a insegnare, ripetitività dei gesti. Attenzione a non farvi prendere dall’ansia: dovete essere voi le prime persone serene al pensiero che il bambino sia in camera da solo!
E se piange perché ha paura? Le paure e gli incubi sono più che normali in fase di crescita. Purtroppo rimanere con lui finché non si addormenta rischia di alimentare le sue paure (“resto con te perché c’è in effetti qualcosa da temere”). Una volta che lo avete calmato con il vostro affetto e la vostra presenza, provate piuttosto a sdrammatizzare con lui (ad esempio raccontando una storia buffa su quello che lo spaventa) e ad esorcizzare la paura (ad esempio comprandogli libri sui mostri, sul buio.. su quello che lo spaventa! Ormai in commercio se ne trovano moltissimi), oltre ad attuare i classici accorgimenti (come la lucina notturna o un pupazzo a lui caro).
2. Lettone sì o lettone no?
Lettone… nì!
Sono convinta che il letto dei genitori debba essere visto dai bambini come uno spazio dei genitori, e non come il proprio. Sono altrettanto convinta che sia importante che il bambino sviluppi un legame con la propria cameretta e migliori le proprie autonomie anche durante la notte. Detto questo, attenzione a non diventare troppo rigidi! Ci sono occasioni nelle quali al bambino dovrebbe essere concesso (se lo vuole) di accedere al lettone: si tratta ovviamente di occasioni eccezionali (malattia, il primo periodo dell’allattamento… decidete voi cosa è un’eccezione!), ma che garantiscono al bambino la maggiore vicinanza del genitore.
3. Come deve essere la cameretta del bambino per un buon sonno?
Preparare la cameretta ed il lettino per la notte è un gesto di fondamentale importanza.
Per prima cosa, la cameretta deve essere sicura: attenzione allora al materasso, al cuscino antisoffoco, alla temperatura della camera. Pensate ad acquistare una piccola sponda per il letto anticaduta.
Deve poi essere accogliente e rassicurante: meglio evitare che i bambini si addormentino guardando la tv in camera e, ancor meglio, meglio evitare la televisione in camera! Procuratevi invece una bella lampada a luce soffusa o una lucina notturna, siate sempre attenti che il suo pupazzo o giocattolo preferito lo aspetti per la nanna nella cameretta.
4. Fategli fare il sonnellino e non iperstimolatelo
I bambini che durante il pomeriggio fanno un piccolo riposino nel primo pomeriggio, dormono meglio anche la notte perché sono meno stanchi. La stanchezza può essere infatti una delle motivazioni alla base delle difficoltà ad addormentarsi. Un altro fattore di cui tener conto è l’iperstimolazione: gli stimoli in eccesso finiscono per rendere il bambino solo più agitato.

